Il Trentino del Pnrr. Oltre 11.700 progetti finanziati, con il raggiungimento di tutti gli obiettivi fissati per la fine dello scorso anno. Un totale di investimenti che ha superato il miliardo e mezzo di euro, con il 39% degli interventi che si sono concentrati su rivoluzione verde e transizione ecologica, per circa 615 milioni di euro. Spazio poi a 412 milioni per la digitalizzazione, l’innovazione, la competitività, la cultura e il turismo, il 26% delle risorse totali, mentre sul terzo gradino del podio ecco l’istruzione e la ricerca: 292 milioni di euro, poco meno del 19% del totale. Chiude invece la classifica la parte inerente le infrastrutture per una mobilità sostenibile, con il solo impiego di oltre 5 milioni e mezzo di euro, appena lo 0,36% dell’intera somma. Rispetto ai soggetti che hanno impiegato le risorse del Piano, ben 710 milioni sono stati messi a terra da soggetti privati. Provincia Autonoma di Trento e Azienda sanitaria si sono fermati a 280 milioni, mentre a 274 sono arrivati i Comuni e le Comunità di valle. Anche l’Università ha giocato la sua parte, con ben 80 milioni di euro investiti. Tanti gli interventi in opere pubbliche e strutture: dalle case di comunità alla riqualificazione degli alloggi, dai due tratti della ciclovia del Garda fino al sostegno nell’utilizzo delle nuove tecnologie e la riduzione del rischio idrogeologico in specifiche parti del nostro territorio, rispetto alla quale il 90% dei progetti sono stati portati a termine. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dunque ha impattato positivamente sul Trentino, con progettualità che resteranno a presidio del territorio stesso sotto molti punti di vista. Tanti i comparti che hanno beneficiato del Piano, in particolare costruzione ed edilizia, ma in generale l’economia ne ha risentito con risvolti favorevoli per diverse categorie.