Protesta a Predazzo: "Fateci riaprire o muore l'economia"

Martedì 06 Aprile - 17:47

Ristoratori, ma anche esercenti, albergatori, maestri di sci, proprietari di piccole botteghe. Praticamente tutto il terziario della Val di Fiemme e Fassa è sceso in piazza oggi a Predazzo per protestare contro le limitazioni che ancora impediscono la riapertura al completo della maggior parte delle attività Le valli hanno inoltre sofferto anche l’anomalia del confronto con l’alto Adige: a gennaio il Sudtirolo era in zona rossa e i ristoranti chiudevano alle 22, mentre il trentino in arancione aveva il limite alle 18 La richiesta è quella di riaprire, anche per dar giustizia alle migliaia di euro investiti nell’adeguamento alle norme sanitarie. Protocolli seguiti con precisioni da imprenditori e professionisti che però si sono tradotti soltanto in altre chiusure Il rischio si sviluppa ora su due livelli: che molti singoli imprenditori debbano chiudere o cambiare settore per cercare di rispondere alla crisi e all’assenza o all’insufficienza di sussidi da parte dello stato, e che questo possa avere conseguenze sull’economia di luoghi, come appunto la Val di Fiemme e la Val di Fassa, ma anche le Giudicarie il Lago di Garda, che vivono quasi esclusivamente di turismo.

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