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1 gennaio: dal Duomo di Trento l'appello alla pace

Giovedì 01 Gennaio - 11:00

“Cosa ci riserverà l’anno che viene? Non lo sappiamo, ma di una cosa possiamo essere certi: il Signore si volterà verso di noi, i suoi occhi ci cercheranno. E se cadremo e ci faremo male, Dio si piegherà ancora di più su di noi”. Le parole dell’arcivescovo di Trento, Mons. Lauro Tisi, pronunciate a Trento in Duomo per la Solennità della Madre di Dio sono parole di speranza e di pace, ma anche di denuncia – perché di fronte a un mondo armato, il Vangelo non offre scorciatoie, ma una scelta radicale di benedizione, pace e fraternità, fondate sull’incarnazione di Dio e custodite nello sguardo materno di Maria. “La benedizione di Dio – ha detto l’arcivescovo - non è salute, denaro, fortuna, prestigio, lunga vita, ma la certezza che esiste un perdono radicale: Dio è pace disarmata e disarmante”. Richiamando le parole di papa Leone, l’Arcivescovo ha messo in guardia dal ritorno dell’antico motto “Se vuoi la pace, prepara la guerra” e dall’uso della fede per “giustificare religiosamente la violenza”. “Nel combattimento politico si utilizzano le parole della fede per benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata – ha sottolineato Lauro Tisi - I credenti devono smentire attivamente, anzitutto con la vita, queste forme di blasfemia che oscurano il Nome di Dio”. In questo contesto la Madre di Dio incarna l’attitudine necessaria per accogliere la pace: stupore, ascolto, interiorità. In lei la pace non è emozione passeggera, ma dimora stabile. “Facciamo nostro l’atteggiamento di Maria che custodiva e meditava nel suo cuore l’evento meraviglioso del bambino deposto nella mangiatoia, in cui abita la pienezza di Dio – ha esortato l’arcivescovo - perché “è lui la Via della Pace!”

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