I fedeli riuniti in preghiera, le candele accese a simboleggiare la Stella Cometa. A Trento, nella Chiesa parrocchiale di San Marco, si celebra il santo Natale, che nella tradizione cristiana ortodossa cade il 7 gennaio. Per capirne il motivo, bisogna tornare indietro nei secoli, alla nascita del calendario gregoriano, oggi seguito dagli ortodossi: nel 1582 Papa Gregorio XIII decise di modificare il calendario giuliano, introdotto nel 46 d.C. dal generale romano Caio Giulio Cesare. Il pontefice eliminò i giorni compresi tra il 5 ed il 14 ottobre 1582, facendo slittare il giorno della nascita di Gesù Cristo dal 25 dicembre al 7 gennaio. Nella tradizione ortodossa il Natale pone fine al periodo della Quaresima: 40 giorni di preghiera e digiuno da carne, latticini e derivati. Ammesso il consumo di pesce, ma solo mercoledì e venerdì. Almeno 11mila, i cristiani ortodossi in Trentino. Una comunità che cresce di anno in anno all’ombra delle Dolomiti. La bussola spirituale è incarnata da padre Joan Lupasteanu, referente locale della Diocesi Ortodossa Romena d'Italia. “Che possa essere un Natale di pace. L’augurio più vero e più urgente che ci possiamo scambiare”. Il messaggio rivolto alla comunità ortodossa, da parte dell’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, nei giorni precedenti alla celebrazione.