Sembrano briciole, ma alla fine una pagnotta altro non è che tante briciole messe insieme. A mangiare però non sono cittadini e famiglie, ma società private: quelle che vendono servizi o energia, quelle dei carburanti e dei supermercati, quelle che offrono servizi come lo Spid. Proprio il Sistema Pubblico di Identità Digitale è nel mirino di Adoc: per il 2026 si prevede un canone di 6 euro l’anno. 50 centesimi al mese che però moltiplicato per tutti i cittadini obbligati ad usarlo per accedere ai servizi pubblici, fanno senz’altro una bella cifra. L’alternativa, al netto delle esenzioni per minorenni, professionisti e over 75, sarebbe la CIE, Carta d’identità Elettronica, che è gratuita ma di cui non tutti hanno conservato le credenziali. Rimane in ogni caso secondo Adoc, Associazione Nazionale per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori, il rischio truffe, con mail e sms che simulano comunicazioni per il pagamento da parte dei provider. Non finisce qui: lo Spid è solo l’ultimo balzello che si aggiunge a una serie di aumenti, primo tra tutti quello del carrello della spesa.