Un giovane orientale che regge un vaso di fiori. Esotico, elegante, raffinato. Dietro di lui una storia che attraversa Germania, Italia e Stati Uniti. Quella di una statuetta di porcellana sequestrata dai fascisti e poi donata al Museo del Buonconsiglio svariati decenni dopo. A quest’opera e alla sua storia fuori dall’ordinario, è stato dedicato l’ultimo appuntamento del ciclo “Ti presento l’opera”, ogni mercoledì al Buonconsiglio. La storia inizia nel 700’, quando l’opera viene realizzata dallo scultore tedesco Joahn Peter Melchior nella manifattura di Hochst, specializzata in piccole statuette in stile rococò. Negli anni venti la porcellana entra nella collezione di Julius Kaumheiner, imprenditore ebreo di Stoccarda. Nel 1935 Kaumheiner scappa dalla Germania nazista e si stabilisce a Merano, in Alto Adige. Ma dopo l’emanazione delle leggi razziali in Italia, nel 1939 l’imprenditore è costretto a fuggire ancora. Direzione: Stati Uniti. In dogana le autorità ispezionano il suo bagaglio, trovano la preziosa collezione di porcellane, la sequestrano e affidano tutto al Museo del Buonconsiglio. Non è finita: nel 2001 un’inchiesta parlamentare stabilisce la restituzione dei beni sequestrati ai legittimi eredi di Kaumheiner. Alla cerimonia di riconsegna, la prima in Italia nel suo genere, gli eredi decidono di donare un pezzo della collezione al Buonconsiglio: e la scelta ricade sulla statuina del giovane orientale. A memoria perenne della sua storia.