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Al Muse avviati progetti di reinserimento sociale per i detenuti

Giovedì 05 Febbraio - 14:29

Al Muse la cultura diventa strumento di reinserimento sociale. Una seconda opportunità per tre detenuti del carcere di Spini di Gardolo, di cui due già in affidamento in prova ai servizi sociali. Con l’obiettivo di aumentare la partecipazione. “Le pene non possono essere contrarie al senso di umanità e devono puntare alla rieducazione del condannato”, recita l’articolo 27 della Costituzione, che dà il nome al progetto. Tutto si realizza grazie a due convenzioni. La prima, frutto del primo protocollo d’intesa firmato tra museo e penitenziario per lavori di pubblica utilità, prevede un percorso di formazione nel campo della botanica: il condannato contribuirà alla cura degli spazi verdi del museo, serra compresa, attraverso semina, piantumazione e pulizia dei semi. La seconda convenzione, frutto di un accordo tra Muse, Conferenza Regionale Volontariato e Giustizia e APAS, Associazione Provinciale Aiuto Sociale, prevede invece di realizzare repliche 3D di reperti originali del museo. Impiegati poi per progetti educativi a vantaggio delle scuole.

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