Da struttura moderna d’eccellenza a casa circondariale in forte stato di stress. Una fotografia travagliata è quella rimanda la Relazione annuale relativa all’attività 2025 che titola “Il carcere tra vecchi problemi, riforme a metà e nuovi reati”. I nodi rimangono sovraffollamento, con l’aumento delle presenze di detenuti, e la carenza di personale con la riduzione della Pianta organica della polizia penitenziaria. Ad oggi, infatti, sono presenti solo 168 unità a fronte delle 211 previste. Secondo i dati emersi nella casa circondariale di Spini di Gardolo lo scorso primo marzo i detenuti presenti erano circa 410 a fronte di una capienza regolamentare di poco di 240 persone”. Il 67% dei detenuti sono di origine straniera e provengono da Stati quali: Marocco, Tunisia, Romania, Albania e Nigeria. Una percentuale altissima per la polizia penitenziaria trentina che si trova a gestire le diverse etnie, che tra loro non vanno d’accordo. “Mancano i mediatori culturali”, spiega il garante dei diritti dei detenuti della provincia autonoma di Trento Giovanni Maria Pavarin. Nel cibo, e nello specifico nella pizza, si intravedono degli spiragli di luce sta per partire l’esperienza di Speedy Pizza, una vera e propria pizzeria nei pressi del carcere, affidata a 40 detenuti formati allo scopo. Un segnale incoraggiante colto anche dal presidente del Consiglio provinciale di Trento, Claudio Soini.