Forti rincari solo per petrolio e gas. A quindici giorni dall’avvio del conflitto in Iran, i mercati delle principali materie prime mostrano una tenuta complessivamente solida. Lo dice l’ufficio studi della Cgia di Mestre. Tra le materie prime monitorate, soltanto i combustibili fossili hanno mostrato forti tensioni, non le altre. Il prezzo del petrolio è tuttavia salito del 45 per cento, mentre il gas ha registrato una crescita più significativa, pari al 62 per cento. In entrambi i casi gli incrementi di queste ultime due settimane sono stati superiori a quelli verificatesi dopo l’invasione russa all’Ucraina. Al netto del caro carburante che in queste ultime due settimane sta alleggerendo il portafoglio degli italiani Nomisma Energia stima che le famiglie italiane potrebbero subire un aumento medio su base annua di 350 euro . Partendo da questa ipotesi, l’Ufficio studi della CGIA ha stimato approssimativamente che il rincaro complessivo delle bollette sui bilanci delle 26,7 milioni di famiglie italiane potrebbe toccare i 9,3 miliardi di euro. Gli aumenti più consistenti si concentrerebbero nelle principali aree urbane metropolitane: a Roma e Milano. Quanto ai rincari previsti per le famiglie per gas ed elettricità, Trento è al 33esimo posto con un possibile aggravio di 86 milioni complessivi, Bolzano al 35esimo con 83 milioni.