Canoni di locazione in aumento, costi fissi a volte fuori controllo e l’e-commerce sempre più pressante, il risultato è che la desertificazione commerciale avanza. A soffrire non è solo il capoluogo: sono molti i comuni della provincia di Trento dove si assiste alla chiusura di negozi storici, non solo per il ricambio generazionale che non avviene, ma anche per l’insostenibilità economica del mantenere aperta un’attività. A pagare il prezzo più alto sono i negozi di prossimità, le piccole attività artigiane. In Trentino si va verso forme ibride. “Non possiamo fare a meno del commercio digitale” – afferma l’assessore Roberto Failoni. Nei prossimi giorni è previsto un tavolo con le associazioni di categoria. Si punta all’accoglienza, quella dei commercianti delle botteghe storiche, che è anche il biglietto da visita del Trentino. Sì alle forme ibride: i negozi fisici avranno anche una pagina online per rimanere al passo con i tempi.