Un fiume di persone, nonostante l’iniziale pioggerellina che poi ha lasciato spazio a qualche caldo raggio di sole, ha dato l’ultimo saluto a Giampaolo Pedrotti, scomparso giovedì scorso a soli 61 anni. Lo storico capo ufficio stampa della provincia autonoma di Trento ha lasciato un vuoto incolmabile nella sua famiglia ma la sua presenza mancherà a tutte quelle persone che lo hanno incrociato durante il suo percorso professionale. Giampaolo era competente, responsabile, sempre presente, dotato di una grande carica umana e di grande gentilezza verso chiunque si trovasse di fronte. Mai sopra le righe. Una persona che faceva sentire la sua presenza e la sua forza senza alzare la voce. A celebrare la funzione e a tracciarne questo profilo umano e professionale, Don Franco Torresani che ne anche ha ricordato le doti di padre di famiglia e l’attaccamento al lavoro fino all’ultimo, lavoro che – come diceva Giampaolo – era la sua vita. Ha saputo interpretare la sua terra – ha detto Don Franco – e con maestria l’ha comunicata alla comunità. Giampaolo come capo ufficio stampa ha affrontato momenti difficili come il Covid, Vaia, la tragedia della Marmolada. Momenti ricordati da un commosso Maurizio Fugatti, il presidente della provincia che per anni lo ha avuto a fianco. Commosso il ricordo dei colleghi e delle colleghe, di tutto il mondo dell’informazione, di tutta la comunità trentina, i cui rappresentanti erano presenti dentro e sul sagrato della piccola chiesa del Cimitero di Trento.