Cima Falkner, caduto mezzo milione di metri cubi di roccia

Martedì 05 Agosto - 08:08

Oltre mezzo milione di metri cubi di roccia, pari a circa mille piscine olimpioniche: è questo il bilancio, ancora provvisorio, del secondo crollo avvenuto sul versante occidentale di Cima Falkner, la sera di venerdì 1 agosto. Un volume impressionante, che ha modificato in maniera sostanziale la morfologia di una delle vette simbolo del gruppo di Brenta. Un evento molto più esteso rispetto al primo distacco, 32 volte più forte del precedente avvenuto lo scorso 27 luglio, quando era stato stimato un crollo di circa 36mila metri cubi. Le rilevazioni sono state effettuate negli scorsi giorni con droni scanner, che hanno restituito un modello 3D dell’area colpita. I dati, elaborati dal Servizio Geologico della Provincia autonoma di Trento insieme ai Vigili del fuoco e al Soccorso alpino, saranno fondamentali per monitorare l’evoluzione del fronte instabile. Nel frattempo, per motivi di sicurezza, resta in vigore il divieto di accesso alla ferrata delle Bocchette “Benini” e ai sentieri 305 e 331, così come a tutte le vie alpinistiche vicine. Il sentiero 316, invece, può restare aperto. Come detto da Mauro Zambotto, dirigente del Servizio geologico della Provincia, è fondamentale utilizzare massima prudenza, poiché sono probabili nuovi crolli. Il Dipartimento Protezione civile ha sottolineato l’importanza di rispettare i divieti. Intanto, la collaborazione con le Università di Firenze e Milano-Bicocca aiuterà a capire meglio le dinamiche di questo imponente cambiamento geologico, che impone ora una nuova lettura della montagna.

La nostra Piattaforma multimediale