Una lunga serie di ammanchi ingiustificati e protratti negli anni. Così, una cifra vicina al mezzo milione di euro, sarebbe scomparsa dalle casse di Coesi, associazione che riunisce diciassette Scuole dell’infanzia della Provincia di Trento offrendo sportelli di ascolto per famiglie e supporto agli istituti per gli adempimenti burocratici. A sporgere denuncia la stessa associazione no profit, i cui vertici hanno riscontrato evidenti squilibri fra entrate e uscite. La stima della cifra sottratta si aggira tra i 400 e i 500mila euro. La Procura di Trento indaga per appropriazione indebita: i militari delle Fiamme Gialle hanno già acquisito i documenti contabili di Coesi. A loro il compito di identificare i responsabili di quelle presunte spese mai annotate. E mai motivate. Un altro aspetto che la Procura dovrà chiarire riguarda la natura dei presunti fondi sottratti, che almeno in parte potrebbero essere pubblici, dal momento che Coesi fa parte delle associazioni di secondo livello finanziate dalla Provincia con risorse destinate alle scuole equiparate dell’infanzia. Risorse che vengono poi restituite in termini di servizi pedagogici. Per l’anno scolastico in corso, la Provincia ha depositato a Coesi oltre 732mila euro. Mentre gli inquirenti analizzano fatture e movimenti di denaro, i vertici di Coesi si chiudono nel riserbo. Da parte loro nessun commento sulla vicenda.