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Con il dissenso è stupro, il nuovo ddl

Venerdì 30 Gennaio - 16:58

Al centro di forti polemiche, verrà discussa dalle camere la nuova versione del disegno di legge sulla violenza sessuale e sul consenso adottata dalla commissione Giustizia del Senato. Nel testo viene sostituito il concetto di “consenso”, dove la vittima doveva dimostrare che non avesse comunicato un ‘sì’, con quello di ‘dissenso’. Insomma in aula l’attenzione di sposterebbe sulla regola del ‘No significa no’ come già avviene dal 2016 in Germania. Ovvero potrebbe costituire reato qualsiasi atto sessuale realizzato contro la volontà riconoscibile della vittima, senza necessità di dimostrare l’uso di violenza o minaccia. La polemica in corso è instillata dal dubbio che la revisione del testo della proposta Bongiorno, possa non tutelare la vittima, ma in realtà non è così. "La tutela della donna non viene meno", spiega Elena Mattevi docente di diritto penale dell'Università degli Studi di Trento. Una riformulazione che mostra, tuttavia, il suo lato debole nel mantenere "la parificazione delle violenze sessuali".. Ci sono pareri discordanti anche sulla parte del disegno di legge che modifica le pene previste per il reato di violenza sessuale. La nuova versione ha introdotto pene più alte dai 7 ai 13 anni per i casi in cui il reato sia stato compiuto con violenza o minaccia.

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