Il 12 giugno sembra lontano, ma i nomi devono uscire ora. La presidenza della Federazione della Cooperazione si rinnoverà quel giorno, e ancora a metà marzo ci sono praticamente solo indiscrezioni. I nomi sono tre: l’unico pronunciato a voce alta è quello di Maurizio Maffei, presidente della Cassa Rurale Vallagarina e il cui nome è stato fatto dall’attuale presidente, Roberto Simoni, costretto a fare un passo indietro. Maffei sarebbe un nome che metterebbe sicuramente d’accordo i presidenti delle Casse Rurali che siedono in Consiglio della Federcoop, visto che di fatto è uno di loro: Zampiccoli di Alto Garda e Rovereto, Misconel di Val di Fiemme e Silvio Mucchi di Val di Non Rotaliana e Giovo. La sfida per la presidenza sarebbe però a tre, e le indiscrezioni, tutt’altro che ufficiali, indicano in Dalpalù e Monfredini gli altri due possibili sfidanti. Renato Dalpalù è presidente del Sait; Italo Monfredini invece è presidente di Spes e vice di Federcoop. L’unico nome (quasi) ufficiale, quello di Maffei, sembra essere in bilico: la cooperazione da sempre non affiderebbe a un presidente di Cassa Rurale la guida della federazione, visto che sono già presenti i presidenti in consiglio e che tradizionalmente sono proprio le rurali il maggior contribuente dell’associazione. Vero è che oggi le casse sono solo 11, molte meno che in passato, ma il fatto che siano sottoposte a regole bancarie che si allontanano non poco da quelle delle cooperative, spinge molti a credere che la regola vada rispettata. Al centro della discussione rimane però la ricerca di un maggior equilibrio tra poteri: Simoni – si dice – era troppo accentratore, e bisogna restituire spazio al Consiglio di Amministrazione e ai singoli settori. Linea sulla quale Maffei sembra convergere.