Nonostante la crisi mediorientale generi incertezza e rischi significativi per l'economia globale, l'impatto sulle imprese non è uniformemente negativo. Se è vero che il caro energia preoccupa le piccole e le medie imprese, “in Trentino vi sono specifici settori e dinamiche che mostrano segnali di tenuta”. Così rassicura il vicepresidente della Provincia di Trento Achille Spinelli che sottolinea: "L'Auspicio è che il conflitto possa concludersi al più presto". Dal punto di vista economico un eventuale prolungamento della guerra accrescerebbe l’incertezza per le imprese, compromettendo la ripresa degli investimenti e accentuando la frenata del mercato del lavoro. In tal caso "per l’Italia e per il Trentino, con la sua tradizione manifatturiera e il valore del Made in Italy, la necessità difensiva è il reshoring “ – spiega l’assessore allo sviluppo economico Spinelli. Ovvero il ritorno della produzione e fabbricazione di beni verso il paese d’origine. In merito al conflitto e al fatto che l’Italia rischi di finire nel mirino dei missili iraniani in qualità di satellite strategico degli Stati Uniti, per via dell’utilizzo delle basi americane, il vicepresidente rasserena: “Siamo lontani da queste prospettive”. Un messaggio incoraggiante che trova conferma nel passato: quando l’Italia, come altri Stati dell’Unione Europa, sono stati coinvolti attivamente nelle complesse operazioni in Medio Oriente.