Dal K.O alle urne, alle purghe di governo. Nessun dubbio sulla permanenza di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, ma la vittoria del No al Referendum Giustizia ha provocato una grave scossa di terremoto nella maggioranza. A cadere, le teste di Daniela Santanché, ex ministra del Turismo, Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, rispettivamente ex sottosegretario ed ex capo di gabinetto al ministero della Giustizia. A loro si è aggiunto poi Maurizio Gasparri, non più capogruppo di Forza Italia al Senato, sfiduciato dai colleghi. Tutti nomi considerati impresentabili dall’opposizione, per via di trascorsi giudiziari tali da creare imbarazzo alla stessa Premier, costretta a chiedere loro un passo indietro non più rimandabile. La pensano così due deputati trentini di opposta fazione: Sara Ferrari, del Partito Democratico, e Andrea De Bertoldi della Lega. Alla base della sconfitta del sì, l’assenza di dialogo con l’opposizione. Altro punto che mette d’accordo entrambi i deputati.