A Trento sale la preoccupazione per possibili razionamenti di carburante, e diversi distributori sono già in difficoltà. Almeno quattro impianti Eni in città hanno esaurito diesel e, in alcuni casi, anche benzina: a parte in quello vicino al ponte di San Lorenzo, carburante finito anche in viale Verona e nei due distributori di via Maccani. La causa principale è l’elevata domanda: i prezzi più bassi - appena sotto i 2 euro - attirano automobilisti e innescano una corsa ai rifornimenti. Si segnalano anche acquisti anomali, con utenti che riempiono taniche per paura di restare senza carburante. Le nuove forniture arriveranno non prima del 7 aprile, il giorno dopo pasquetta. Intanto i prezzi in Trentino superano i 2,13 euro al litro per il diesel, in crescita continua. La Provincia guarda al medio e lungo periodo: allo studio incentivi per i pendolari che per vari motivi non possono usare i mezzi pubblici e l’aumento delle corse e dei km percorsi dal servizio pubblico, mentre in molti spingono per una graduale gratuità del servizio che rappresenterebbe un grosso incentivo per lavoratori e studenti. Intanto sul fronte aereo ridotte le disponibilità di cherosene in diversi scali del Nord Italia, in particolare a Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna. Il gruppo SAVE, che gestisce oltre a Venezia e Treviso anche l’Aeroporto di Verona, ha dichiarato che la situazione è sotto controllo: le limitazioni infatti riguardano un solo fornitore e non incidono sull’operatività generale. Se la crisi energetica proseguirà a lungo, però, le compagnie prevedono possibili tagli fino al 5-10% dei viaggi. “Siamo pronti al razionamento” ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Pichetto Fratin, mentre nell’ipotesi di bocco totale degli approvvigionamenti l’Italia avrebbe risorse per resistere un solo mese.