Il petrolio oscilla sui mercati internazionali, le tensioni nello Stretto di Hormuz rallentano e ripartono, le trattative tra Usa e Iran si dilungano, ma per gli automobilisti il risultato cambia poco: i prezzi dei carburanti restano alti. Secondo i dati nazionali del Ministero delle Imprese, la benzina self viaggia attorno a 1 euro e 78 al litro, mentre il gasolio supera i 2 euro e 15. In autostrada si sale ancora: benzina oltre 1,81, diesel vicino ai 2,19 euro al litro. In Trentino il quadro è ancora più pesante. La provincia di Trento si conferma tra le più care d’Italia: benzina media attorno a 1,79, gasolio oltre 2,17 euro al litro. Ad esempio a Trento città si trovano prezzi benzina tra 1,74 e 1,79 euro, mentre sull’A22, nell’area Paganella Ovest, il diesel self supera i 2,11 euro. Ma perché i prezzi non scendono subito? Pesano accise e IVA, i costi logistici, le scorte acquistate a prezzi alti e una dinamica nota: gli aumenti arrivano rapidi, i ribassi molto più lentamente. Le compagnie lucrano? I margini della filiera incidono, ma una parte importante del prezzo finale resta fiscale. Per i consumatori, però, il risultato non cambia: fare il pieno costa ancora troppo.