Una risorsa inestimabile il patrimonio boschivo trentino, che copre circa il 63% del territorio provinciale, con oltre 390.000 ettari e mezzo miliardo di alberi, tra questi prevalgono gli abeti rossi con il 32%, quindi faggi, larici e i caratteristici abeti bianchi. Una ricchezza che sarà valorizzata grazie al protocollo d’intesa quinquennale siglato tra Provincia autonoma di Trento e Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Il fine dell’accordo è finalizzato a creare un’alleanza strategica nella gestione e valorizzazione della filiera foresta-legno. “La collaborazione con il Trentino ci consentirà di mettere a sistema competenze consolidate e modelli organizzativi avanzati, creando una filiera più strutturata e resiliente, nella valorizzazione delle risorse montane”. Così l’assessore regionale alle foreste Stefano Zannier. Se il Friuli Venezia Giulia dispone di vaste aree boschive da valorizzare ma soffre di frammentazione proprietaria, il Trentino offre un modello di gestione forestale pianificata e un tessuto imprenditoriale solido. “La firma odierna dà il via ad un percorso che apre nuovi mercati, l’intesa mira a favorire una reciprocità commerciale che permetta alle nostre imprese di operare anche sul territorio friulano”, ha spiegato l’assessore alle risorse forestali Roberto Failoni. L’obiettivo condiviso è di rafforzare il tessuto economico, migliorare la competitività delle imprese e favorire l’innovazione tecnologica. Un’azione che nasce dalla necessità di affrontare insieme sfide comuni come le epidemie parassitarie (tra cui il bostrico) e la diffusione di una cultura forestale improntata alla sostenibilità, oltre all'opportunità economica di coordinare i due sistemi produttivi unendo l’offerta di legname del Friuli Venezia Giulia con la capacità produttiva e tecnica delle imprese trentine.