FIPE: “Anno duro per i bar”, ma in TAA +0,4%

Domenica 26 Aprile - 12:25

Il Rapporto della Federazione Italiana Pubblici Esercizi 2026 fotografa un settore da 100 miliardi di euro che, nonostante un calo nazionale delle imprese attive (-1,0%, per un totale di 324.436 unità), vede nel Trentino-Alto Adige una delle eccezioni positive in Italia. Mentre il Nord subisce flessioni marcate (Lombardia -2,5%), la regione cresce dello +0,3% nel totale delle attività di ristorazione e si distingue come l'unica in Italia ad aumentare le aperture di bar (+0,4%). Questo dinamismo è alimentato da una forte componente multiculturale: le imprese a titolarità straniera in regione raggiungono il 20,7%, una quota significativamente superiore alla media nazionale (15,0%) e tra le più alte del Paese dopo Lombardia e Veneto. La resilienza del territorio poggia su un modello dove la famiglia resta un asset strategico (vanta il 70% di coadiuvanti familiari), capace di bilanciare la tradizione con una forza lavoro giovane - il 61,8% è infatti under 40. Tuttavia, il settore deve gestire il paradosso di un mercato in crescita da circa 3,1 miliardi di euro a livello locale a fronte di una cronica difficoltà nel reperire personale qualificato.

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