Il Trentino Alto Adige è tra le regioni più esposte al rischio frane in Italia, ma con situazioni molto diverse tra le due province. Secondo l’ultimo rapporto ISPRA 2022-2024, sul dissesto idrogeologico, il Trentino è tra le aree a maggiore pericolosità: oltre il 20% del territorio è a rischio frana elevato. In Alto Adige la percentuale è molto più bassa: appena il 5%. Nella mappa nazionale, il Trentino è segnato in rosso scuro: aree dove le frane non sono solo probabili, ma anche frequenti. 1280 chilometri quadrati sono considerati a pericolosità elevata, anche se, va detto, solo 0,1 chilometri quadrati ricadono nella categoria di pericolosità molto elevata. E se la fragilità è alta, i residenti nelle aree a rischio sono pochi: appena l’1,9% della popolazione, ovvero circa 10.000 persone. Nonostante una gestione attenta degli insediamenti e un controllo del territorio che ha evitato costruzioni in zone critiche, il rischio resta concreto: la SP 208 tra Avio e San Valentino è stata chiusa il 2 ottobre dopo un cedimento che ha coinvolto un’infrastruttura di Hydro Dolomiti Energia, mentre la SP 133 del Menador è rimasta chiusa tra domenica 5 e lunedì 6 ottobre a causa di un masso che è caduto sulla strada mentre transitava un veicolo.