L’eredità olimpica di Fondazione Milano-Cortina, comunicata il 9 aprile scorso, durante l’ultima riunione del Consiglio di amministrazione è un buco di 310 milioni di euro. Un deficit previsionale , di cui 230 milioni derivanti da maggiori costi. Mentre il bilancio della Fondazione, attende la chiusura definitiva al 31 dicembre, si profilano già i soci pubblici che dovranno coprire quella voragine: Stato, Regioni, Province autonome e Comuni coinvolti. Il conto per il Trentino è salato, si parla di 20 milioni che peseranno sui contribuenti. Se la maggioranza di governo provinciale non si sbottona e attende un confronto interregionale, le minoranze chiedono chiarezza e sollevano dubbi legati a una gestione non trasparente. “Pronti a monitorare sulla portata reale dell’ammanco che potrebbe rivelare una legacy sul territorio minore rispetto al saldo dei conti in rosso”. Così il capogruppo di Campobase, Francesco Valduga. “Uno scandalo già annunciato, quello dei conti in rosso delle Olimpiadi invernali”- chiosa il consigliere provinciale di Onda Filippo Degasperi. “Un grosso deficit che il Trentino è chiamato a ripianare, altro che volano economico”. Così la consigliera Dem Lucia Maestri che interroga la Giunta sul buco delle Olimpiadi, una risposta che anche tutti i trentini attendono.