Donald Trump dichiara finita la guerra con l’Iran, ma sale l’escalation militare che rischia di affossare l’economia italiana, e, ovviamente, anche quella trentina. L’impatto del conflitto mediorientale sta già producendo effetti concreti sull’economia reale con l’impennata del petrolio e del gas. Le ripercussioni sono molteplici. “Non solo benzina, carrello della spesa e bollette, ad aumentare sono anche inflazione e tassi dei mutui” – spiega Mauro Caselli ricercatore di politica economica presso la Scuola di studi internazionali dell’Università di Trento. “Con l’aumento del greggio cresce dello 0,5 % l’inflazione generale”. In questo scenario, quindi, sebbene non vi sia ancora certezza, prende sempre più piede l’ipotesi che la Banca Centrale Europea potrebbe decidere di "raffreddare" l'economia, contenendo l’inflazione usando la leva dei tassi. Se la Bce decidesse entro la fine del 2026 di aumentare i tassi di interesse, vi sarebbero effetti a cascata per imprese e famiglie che rischiano di fare i conti con le rate dei mutui in crescita. Per ora la banca centrale europea non ha ancora deciso nulla, ma se Francoforte aspetta, Roma non sta a guardare. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti è corso ai ripari proponendo all'UE un piano per la difesa europea, ossia una mobilitazione di circa 200 miliardi di euro di capitali privati in 3-5 anni.