Un attacco informatico di vaste proporzioni ha paralizzato, nelle ultime settimane, diversi studi trentini, lasciando senza accesso ai propri archivi più di 3.000 clienti. Il blocco dei sistemi ha colpito almeno 15 realtà – anche se i numeri potrebbero essere più alti – tra Campiglio, Tione, Rovereto e la Val d’Adige, costringendo alcune di esse a richiedere la cassa integrazione per i dipendenti, impossibilitati a lavorare. Secondo le prime ricostruzioni, i pirati informatici avrebbero compromesso i database centrali utilizzati dagli studi, rendendo inaccessibili documenti, contabilità e pratiche in corso. Una situazione critica che ha riportato al centro del dibattito il tema della sicurezza digitale, un ambito che in Italia necessita di una decisa accelerazione. Le aziende sono già al lavoro per recuperare i dati finiti nelle mani degli hacker; tuttavia, in questo 2026, l'evoluzione dell'intelligenza artificiale rende il rischio di attacchi sofisticati sempre più concreto, se non adeguatamente contrastato da sistemi di difesa all'avanguardia.