Il Corpo dei Carabinieri, individuato poi con l’aggettivo di “Arma” nacque il 13 luglio del 1814, dopo la caduta del dominio francese anche sul suolo italiano. Al suo ritorno in Patria, l’esiliato Re Vittorio Emanuele trovò un Paese allo sbando dove caos e violenze erano all’ordine del giorno. Dalla necessità di riporre l’ordine, prendendo spunto dalla Gendarmeria francese che fino a quel momento aveva avuto il controllo sui territori, il Re istituì un nuovo Corpo militare con compiti di garantire disciplina e rispetto di regole che da li a poco vennero diramate. La promulgazione delle così dette “Regie patenti” diede vita ai Carabinieri Reali. Da quel giorno sono trascorsi 212 anni ed ancora oggi i Carabinieri sono il primo presidio di ogni singolo territorio italiano, grande o piccolo che sia. In Trentino sono presenti 73 fra Stazioni, conosciute fra la popolazione come “caserme” e comandi di Compagnia e sull’intero territorio provinciale sono impiegati 800 carabinieri. Negli ultimi 12 mesi i militari sono intervenuti nel 85% dei reati commessi, questo a dimostrazione di quanto capillare sia la presenza e l’attività dell’Arma che in questo anno ha operato più di 300 arresti e ha deferito alle autorità giudiziarie oltre 4000 persone. Nel complessivo il lavoro dei militari ha portato al sequestro di 550 chili di stupefacente. Nel suo discorso alla cerimonia di celebrazione dei 212 anni di attività, il comandante provinciale dei Carabinieri di Trento, il colonnello Andrea Pezzillo ha sottolineato il gran lavoro svolto dai suoi uomini e l’apprezzamento dei trentini. Ha messo in luce, però, anche come gli alti standard di rispetto e senso civico che in Trentino sono radicati, impongono all’Arma di elevare sempre di più impegno e capacità d’intervento. Oltre alle operazioni di polizia, i carabinieri continuano un’intensa attività anche di divulgazione e di informazione incontrando più di 4000 studenti con i quali riflettere soprattutto sull’uso dei social, dando indicazioni in merito alle possibili truffe ad altri 4000 anziani e promuovendo almeno un centinaio di incontri nelle parrocchie del territorio.