Il 3 febbraio 1998 una tragedia segnò per sempre il Trentino e l’Italia intera. Un aereo militare statunitense EA-6B Prowler, impegnato in un volo di addestramento a bassa quota, tranciò i cavi della funivia del Cermis, tra Cavalese e l’Alpe di Cermis. La cabina precipitò nel vuoto: morirono 20 persone, turisti provenienti da sette Paesi diversi. Sono passati 28 anni, ma quella ferita resta aperta. Non solo per l’orrore di quanto accaduto, ma anche per l’esito giudiziario della vicenda, che ha lasciato un profondo senso di amarezza. I piloti americani furono processati negli Stati Uniti e assolti dalle accuse più gravi. Nessuna condanna per omicidio colposo, nessuna responsabilità penale per le vittime. Una conclusione che, per i familiari dei morti e per l’intera comunità trentina, non ha mai rappresentato una vera giustizia.