Impianti, i vecchi gestori rimangono

Martedì 20 Luglio - 12:09

Lavarone e Brentonico, così come gli impianti in Val di Non, rimangono alle vecchie gestioni per i prossimi 6 anni. Le storiche società che gestiscono gli impianti di risalita firmeranno ancora per restare in sella fino al 1 ottobre 2027. Al bando di Trentino Sviluppo dello scorso marzo non si è presentata alcuna ditta trentina. Per gli impianti nell'Alta Val di Non non si è fatto proprio avanti nessuno e la Altopiani Val di Non è obbligata a proseguire nella conduzione nonostante dichiari di essere in rosso e richieda a forte voce contributi a piazza Dante. Per Brentonico e Lavarone l’unica manifestazione di interesse veniva da "Bolognola ski" che gestisce una stazione invernale con soli 10 chilometri di piste sull'Appennino, in provincia di Macerata. Alla fine però Bolognola ski ci ha ripensato. Il problema è stata evidentemente la necessità di trovare un accordo sul valore – e dunque il corrispettivo prezzo – di tutto quello che non è l’impianto in sé ma che rappresenta un servizio connesso come la pista o la biglietteria, e riconoscere quindi il corrispettivo in favore di Turismo Lavarone e Brentonico Ski in caso di cambio del gestore. Uno scoglio economico insormontabile per l’impresa di Macerata, e che forse ha fatto da deterrente per le ditte trentine e non che avrebbero potuto essere interessate - con esperienza nel settore funiviario da almeno 3 anni e capacità tecnico professionali all’altezza del ruolo. Dopo l’estate verranno firmati i nuovi contratti, che dureranno 6 anni e saranno rinnovabili per altri 6. Il valore complessivo degli asset per Lavarone supera i 6 e per Brentonico è di 9,7 milioni di euro.

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