Israele e Stati Uniti hanno avviato un’operazione congiunta contro Teheran: Donald Trump afferma che l’obiettivo è "difendere gli americani" e impedire all’Iran di dotarsi dell’arma nucleare. Secondo il direttore della Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento, la ragione sarebbe di natura strategico-politica. “La minaccia nucleare iraniana, per quanto terrificante, non sarebbe immediata” - spiega il direttore Schiavo. Dopo l’attacco preventivo, la risposta di Teheran non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie hanno preso di mira Israele e obiettivi statunitensi nell’area del Golfo, con attacchi contro basi americane. Colpita anche Dubai. Presa di mira anche una base italo-americana in Kuwait. “Salvi i circa 330 militari dell'aeronautica militare italiana, che si trovavano nel bunker quando c'è stato l'attacco”. Rassicura il ministro Antonio Tajani. Ora però si teme un’escalation globale. Un timore sciolto dal prof. Stefano Schiavo secondo il quale l’escalation rimarrà circoscritta. “Non vi è il rischio che questa escalation assuma una piega globale”, tranquillizza il direttore Schiavo.