Libro inchiesta sullo scandalo delle mascherine in Alto Adige

Martedì 19 Settembre - 15:12

Durante la fase calda della pandemia "alcuni in Alto Adige hanno fatto affari con la paura, sapendo che una parte dei dispositivi di protezione individuale era carente e accettando il fatto che personale sanitario correva rischi indossandoli". E' la accusa sollevata dai giornalisti Christoph Franceschini e Artur Oberhofer in un libro inchiesta sullo scandalo delle mascherine, "Das Geschaeft mit der Angst", presentato a Bolzano in lingua tedesca. Del caso delle dpi cinesi, acquistate all'inizio dell'emergenza Covid dal gruppo Oberalp, "ormai si stanno occupando sette procure in tre stati", ovvero Italia, Austria e Germania. Secondo i due giornalisti, i protagonisti "non hanno solo sperperato fondi pubblici, ma hanno anche messo in gioco la salute di molte persone". "Scrivendo il libro ogni tanto mi ่ sembrato di essere finito in un film", ha commentato Oberhofer. Il libro si basa in prima linea su fascicoli e intercettazioni di inchieste, nel frattempo archiviate, della procura di Bolzano e su materiale della commissione d'inchiesta del consiglio provinciale di Bolzano che si era occupata della questione. "Possiamo documentare ogni virgola nel nostro libro", hanno precisato gli autori. "Se la riforma Nordio sull'utilizzo delle intercettazioni dovesse entrare in vigore, questo potrebbe essere stato uno degli ultimi libri inchiesta pubblicati in Alto Adige e in Italia", ha concluso Oberhofer. Interpellato dall'ANSA, l'ad di Oberalp Christoph Engl replica: "Abbiamo aiutato in un momento di emergenza e abbiamo anticipato milioni di euro che l'amministrazione provinciale ci deve ancora".

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