Le temperature gelide d'inizio 2026, mettono a rischio la vita di chi dorme in strada. In questo periodo dell’anno migrazione forzata e senza tetto sono due realtà che si incontrano sfidando le basse temperature. Un mondo che sulla carta escluderebbe l’altro. I richiedenti asilo per legge nazionale hanno un percorso di accoglienza differente rispetto ai senza fissa dimora: che prevede un progetto di accoglienza, non tanto un posto letto. Ma le liste d’attesa sono troppo lunghe. “Attualmente in Trentino sono 90 i richiedenti asilo in attesa di un progetto”, spiega il direttore del Centro Astalli Daniele Danese. Insomma da migranti forzati divengono dei clochard forzati. Sono ventiquattro i posti letto supplementari allestiti in palestra che si aggiungono ai 35 del dormitorio alle ex Bellesini, gestito dal Centro Astalli, 59 in tutto i posti per richiedenti protezione internazionale finanziati dall’Amministrazione comunale, ma non sono abbastanza. “Non ci sono posti per tutti ora e ce ne saranno ancora meno in futuro è previsto infatti un taglio del 50% ai 730 posti attualmente previsti” – afferma il direttore del Centro Astalli non nascondendo la forte preoccupazione.