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Milano-Cortina 2026, la legacy per il Trentino

Venerdì 23 Gennaio - 18:12

«La montagna inclusiva», il convegno che ha approfondito il modello organizzativo e di gestione sanitaria che si sta sviluppando in vista delle Paralimpiadi, con uno sguardo che va oltre il grande evento sportivo e guarda alla legacy: una parola che nel lessico olimpico torna ossessivamente. Legacy, è il termine con cui comitati organizzatori e i governi indicano ciò che resta dopo i Giochi: impianti, infrastrutture, benefici economici, ricadute sociali. Insomma, l’eredità positiva di un grande evento. In Trentino, queste ricadute positive si avranno anche sulla sanità. È il caso dell’Ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana non solo sarà centro di riferimento nazionale per gli sport paralimpici invernali ma sarà un polo riabilitativo per le disabilità e gli sport paralimpici all’avanguardia anche a giochi invernali finiti. Un progetto che prevede di istituire degli spazi sportivi riabilitativi all’interno dell’ospedale riabilitativo ma anche un foresteria, alcuni anni previsti per la realizzazione della nuova realtà per gli sport paralimpici. Asuit, l’azienda sanitaria del Trentino non solo è pronta all’accoglienza e all’emergenza, ma anche all’inclusione. In futuro dunque l’alta valsugana sarà riconosciuta a livello europeo anche come territorio disability friendly. Il progetto di Villa Rosa guarda anche alla ricerca e alle nuove attrezzature, in particolare la domotica.

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