Ricerca, internazionalizzazione, antropocene e una visione improntata al dialogo scientifico e allo sviluppo territoriale. Questi i cinque pilastri alla base del piano strategico del Muse per il triennio 2026-2028. Più di un semplice spazio espositivo, il Muse vuole essere un laboratorio di cambiamenti sociali e culturali. La dichiarazione d’intenti racchiusa in 140 pagine di documento. Il piano si snoda lungo 10 direttive e 35 obiettivi da raggiungere nei prossimi tre anni. Tante le novità in vista per il pubblico: si va dalla rivisitazione delle sale espositive a una rinnovata ricerca sulla biodiversità, passando da una nuova programmazione al Palazzo delle Albere in sinergia con il Mart di Rovereto. A coordinare la progettazione per il triennio, il professor Ludovico Solima, docente di management e strategie digitali per musei all’Università della Campania e alla Suor Orsola Benincasa di Napoli.