Dopo le intense nevicate del 28 gennaio, torna il rischio valanghe in Trentino. Le precipitazioni hanno interessato il capoluogo e la quasi totalità del territorio provinciale, sia ad alta che a bassa quota, con strati di neve compresi tra i 15 e i 30 centimetri sopra i 1200 metri. All’alba del 29 gennaio, primo giorno della Merla, il Bollettino valanghe dell’Euregio evidenza un rischio valanghe “marcato” di livello 3 nelle zone al di sopra delle aree boschive: per il Trentino si tratta di aree superiori ai 1800 metri di altitudine. In queste zone la neve fresca e quella trasportata dal vento ricoprono deboli manti di neve vecchia sui pendii ombreggiati. Si tratta di strati accumulati da nevicate precedenti, formati da granuli spigolosi dalla coesione debole. E proprio la neve vecchia si lega al rischio di valanghe e slavine improvvise. Un serio pericolo per sciatori ed escursionisti, considerando che il 50% delle vittime da valanga si verifica proprio in condizioni di rischio a livello 3. Il bollettino Euregio avvisa dunque sulla possibilità di valanghe di medie dimensioni sopra i 1800 metri. Possibili anche grandi valanghe nelle zone isolate. Il numero e l’estensione delle aree a rischio aumenteranno con l'altitudine. Non mancano le raccomandazioni agli escursionisti: guai a ignorare campanelli d’allarme come rumori di "whum" e la formazione di fessure quando si calpesta la coltre di neve, così come i distacchi spontanei. Tra gli altri consigli: scegliere con cura gli itinerari, evitare i pendii più ripidi alle quote indicate nel bollettino. Ai meno esperti si raccomanda di restare solo in discese e itinerari aperti.