L’incredulità che aveva avvolto Strigno nei giorni scorsi ha lasciato spazio al dolore profondo, composto, fatto di silenzi. La comunità ha salutato per l’ultima volta, nella chiesa dell’Immacolata il 68enne Mauro Sbetta. Una cerimonia segnata dal raccoglimento, dalle parole misurate del parroco don Carlo Leoni e del sindaco Alberto Vesco. Entrambi hanno ricordato che “non è il tempo delle risposte, ma del silenzio”, un silenzio necessario perché – hanno detto – “non esistono parole umane capaci di descrivere davvero momenti come questo”. Vicinanza alla famiglia anche da parte della sindaca di Borgo, Martina Ferrai. Per onorare la memoria di Sbetta, il Comune di Castel Ivano ha proclamato il lutto cittadino. La morte di Sbetta ha scosso l’intera Valsugana. Un delitto crudele, consumato – secondo gli investigatori – con una violenza che non gli avrebbe lasciato il tempo di difendersi. Le indagini proseguono. In carcere rimane Khalid Mamdouh, accusato di omicidio volontario, con il pericolo di reiterazione del reato. A dare l’ultimo saluto a Sbetta questo pomeriggio c’erano familiari, amici e molti compaesani. Tutti lo ricordano come un uomo distinto, sempre impeccabile nell’aspetto e nei modi: elegante, riservato, cordiale. Qualità che gli avevano fatto guadagnare soprannomi come “milord” e “bombetta”. Mauro Sbetta riposerà ora nella tomba di famiglia, nel cimitero di Borgo Valsugana.