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Patrono giornalisti, Lauro: "Siate semi anti-odio"

Mercoledì 28 Gennaio - 16:46

“Vi affido il compito profetico di una contro-narrazione rispetto a una comunicazione ‘malata e tossica’ che divide e alimenta i conflitti”. Questa la missione che l’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi, assegna a tutti i giornalisti e comunicatori che lavorano in Trentino. L’invito è di essere dei giornalisti creativi, le cui parole siano semi anti-odio. Aprire gli orizzonti in un tempo segnato da fragilità democratiche e silenzi inquietanti sul piano internazionale. In occasione della 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’arcivescovo di Trento diffonde il messaggio di Papa Leone, quello di “Custodire volti e voci umani” nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Chatbot e influencer virtuali che imitano le relazioni umane e creano illusioni. La sfida è non rinunciare al proprio pensiero, non seguire l’algoritmo. “Narrare il reale, fatto di persone, di storie, di biografie”. Nel corso della Messa il pensiero è andato ai “Martiri della comunicazione”: i numerosi giornalisti morti nel corso dell’ultimo anno sui fronti di guerra e nelle aree più difficili del mondo. L’Arcivescovo ha infine ringraziato i giornalisti presenti per il loro lavoro quotidiano, per tenere alta l’attenzione sul tema dell’accoglienza.

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