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Paura sull'autobus. Sindacato: “Serve fare qualcosa"

Martedì 20 Gennaio - 11:23

Una scia di sangue e tanta paura tra i testimoni della scena consumatasi domenica 18 gennaio attorno alle 7:30 del mattino. Teatro della scena la linea 3 dell’autobus. I fatti. La solita rissa tra fazioni rivali, la solita zona dello spaccio in pieno centro, il parco di piazza Dante, qualcuno ha un coltello e non ci pensa due volte. Un trentenne ha la peggio, ferito a una mano scappa verso la fermata di Santa Maria Maggiore. Così secondo le prime ricostruzioni. I testimoni lo descrivono come un normale passeggero vestito di bianco e con un trolley in mano, in attesa di un autobus. Nessuno sa di quella sua folle corsa finché il ragazzo non inizia a perdere sangue, poche gocce che diventano chiazze nel mezzo di un autobus frequentatissimo a quell’ora del mattino. I passeggeri si rendono conto che il ragazzo non sta bene e gridano all’autista di andare al Pronto Soccorso. L’autista, ignaro di quel che in quel momento sta accadendo alle sue spalle, continua la sua corsa. Mentre la tensione sul mezzo pubblico sale, qualcuno chiama i carabinieri e i soccorsi che già attendevano alla fermata di viale Verona. “Serve fare qualcosa perché non succedano più fatti del genere”- a dirlo il sindacato dei trasportatori Orsa Tpl. “Non esistono linee in città più pericolose di altre, tutte possono nascondere dei problemi”. C’è bisogno di più sicurezza, ma anche di più accoglienza, l’episodio di domenica mette in luce l’altro volto di Trento. Quello delle aggressioni in pieno giorno, dello spaccio che avviene sotto gli occhi della statua di Dante quella del degrado che urla aiuto. Non ha un nome il giovane accoltellato dopo una rissa in piazza Dante, ma ha un volto quello di chi da troppo tempo vive ai margini di una società che non riesce a dare un lavoro e una legalità a chi arriva in Italia, così anche in Trentino.

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