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Pil 2026, Trentino-Alto Adige sotto la media nazionale

Sabato 03 Gennaio - 07:55

Nel 2026 il Pil italiano supererà i 2.300 miliardi di euro, con una crescita nominale del 2,9% e reale dello 0,7%. Un risultato che conferma una ripresa moderata, sostenuta da export e consumi, ma indebolita dal rallentamento degli investimenti e dalla progressiva uscita di scena del Pnrr. In questo contesto nazionale, il Trentino-Alto Adige si muove con passo più cauto rispetto ad altre aree del Paese, confermando però un profilo di solidità strutturale. I dati sono della CGIA di Mestre. A livello regionale, il Trentino-Alto Adige nel periodo 2019-2025 ha registrato una crescita cumulata del Pil del +5,06%, in linea con il Veneto e superiore a Friuli-Venezia Giulia (+1,85%) e Toscana (+1,67%), ma distante dalla Lombardia (+9,01%) e dall’Emilia-Romagna (+5,58%). Per il 2026 la crescita prevista si ferma però a +0,50%, collocando la regione al 15° posto in Italia. Il confronto è netto: il Nord-Est nel suo complesso crescerà dello 0,72%, l’Emilia-Romagna dello 0,86% e il Veneto dello 0,64%. Anche la media nazionale (+0,66%) risulta superiore. Il dato regionale è la sintesi di due dinamiche provinciali differenti. Bolzano mostra una crescita prevista dello 0,55% nel 2026, dopo il +0,70% del 2025 e un aumento complessivo del +5,22% nel periodo 2019-2025. Trento, invece, rallenta maggiormente: +0,44% nel 2026, dopo il +0,59% del 2025 e una crescita di lungo periodo del +4,85%. Nel ranking nazionale delle 107 province, Bolzano si colloca al 63° posto, Trento all’81°, lontane dalle performance di testa guidate da Varese (+1%), Bologna (+0,92%) e Reggio Emilia (+0,91%). Il confronto evidenzia come il Trentino-Alto Adige, pur restando una delle aree economicamente più stabili del Paese, stia crescendo meno delle regioni a forte vocazione manifatturiera della pianura padana. Turismo, servizi e pubblica amministrazione garantiscono tenuta, ma non imprimono la stessa accelerazione osservata lungo la via Emilia. In uno scenario internazionale più stabile e con politiche nazionali orientate a ridurre burocrazia e pressione fiscale, anche l’economia alpina potrebbe recuperare slancio. Per ora, però, il 2026 si profila come un anno di consolidamento più che di crescita.

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