Il ponte del primo maggio si conferma per gli operatori turistici uno degli appuntamenti più attesi della primavera: secondo alcune stime, infatti, quest’anno saranno quasi 7,5 milioni gli italiani pronti a ritagliarsi qualche giorno di svago tra mare, montagna e città d’arte. Ma non per tutti sarà tempo di vacanza. Se c’è una parte del Paese che si sposta e si rilassa, ce n’è un’altra che continua a lavorare per garantire servizi essenziali e attività che non possono fermarsi. Secondo un’elaborazione dell’Ufficio studi CGIA su dati Istat, in questo primo fine settimana di maggio si stima che saranno 4,6 milioni gli addetti che dovranno comunque presentarsi sul posto di lavoro. Si tratta di una platea ampia e tra-sversale, che comprende chi è impiegato nei settori del turismo e dell’accoglienza, dell’informazione, dell’intrattenimento, dell’agricoltura e dell’allevamento, ma anche nel commercio, nei pubblici esercizi, nei trasporti e nella sanità. Senza dimenticare chi opera nell’industria a ciclo continuo e nei comparti della sicurezza e dell’ordine pubblico. Di questi 4,6 milioni, 1,1 sono lavoratori autonomi, e gli altri 3,5 sono lavoratori dipendenti. Il lavoro nei giorni festivi è diventato una componente strutturale di interi settori. Insomma, mentre una parte del Paese si ferma, un’altra continua a muoversi per far sì che tutto il resto possa funzionare.