Ponte del 2 giugno, tante le presenze in Trentino

Martedì 02 Giugno - 09:11

Dalle presenze negli hotel fino alle code ai musei. Dalle gite e pernottamenti in agriturismi, bed and breakfast, laghi, campeggi e montagne fino alle uscite di un solo giorno o poche ore appena. Il Trentino, in questo Ponte del 2 giugno, ha fatto ancora una volta il pieno. Nella nostra provincia infatti gli alberghi hanno raggiunto un’occupazione media attorno all’80%, ma non sono state da meno le grandi attrazioni culturali: il Muse, per esempio, in quest’ultima giornata sfonderà il muro delle cinquemila presenze, mentre tra il castello del Buonconsiglio, Castel Caldes, Castel Thun, Castel Stenico e Castel Beseno solo tra le giornate del 31 maggio e del primo giugno si sono toccati quasi i 1.600 ingressi. Il mercato estero ha inoltre iniziato a registrare numeri importanti: domina la lingua tedesca, ma ottimi riscontri anche da Spagna e Stati Uniti, mentre il turismo olandese sta iniziando a muoversi ma senza ancora incidere in modo significativo, come invece fa storicamente ad inizio estate. Città e valli quindi si dicono più che soddisfatte per queste giornate di Ponte, considerato anche il meteo favorevole che ha incentivato escursioni e piccoli viaggi. Ampliando lo sguardo, come sottolineato da Coldiretti Trentino Alto Adige, tra brevi vacanze e gite in giornata, oltre un italiano su due (il 52%) ha approfittato di questo breve periodo di vacanza. Complessivamente si stimano circa 14,4 milioni di italiani che hanno trascorso almeno una notte fuori in questi giorni, di cui oltre il 90% in Italia. Il cibo si è confermata la principale voce di spesa per gli italiani in viaggio. Secondo Coldiretti, tra pranzi e cene in ristoranti, trattorie, pizzerie e agriturismi, ma anche street food e acquisti di prodotti tipici da portare a casa, la spesa complessiva sfiorerà, a conti fatti, i 3 miliardi di euro. Spiccano infine le vacanze in agriturismo: circa 500 mila gli italiani frequentatori delle strutture, oltre a 150mila visitatori stranieri soprattutto tedeschi, svizzeri, francesi e olandesi. Ma se i nostri concittadini si sono fermati mediamente una o due notti, gli ospiti dall’estero hanno optato per una permanenza ben maggiore, cioè tra quattro o sei giorni.

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