Ci sono date scolpite nel ricordo collettivo. Il 23 maggio 1992 è una di queste: il giorno in cui la violenza mafiosa squarciò l’autostrada di Capaci, portando via il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Un attentato che segnò la storia d’Italia, ma anche le vite di chi, quel giorno, sopravvisse per una coincidenza. Un momento di riflessione collettiva in piazza Dante, davanti al palazzo della Regione, dove per una sola giornata intera (il 25 marzo) è esposta – la teca della “Quarto Savona 15” contenente i resti della Fiat Croma blindata che faceva parte della scorta del giudice Giovanni Falcone, distrutta nella strage di Capaci. L’iniziativa, promossa da Tina Montinaro – moglie del caposcorta Antonio Montinaro – rientra in un percorso itinerante che attraversa l’Italia con un obiettivo preciso: mantenere viva la memoria delle vittime e trasmettere alle nuove generazioni il valore della legalità.