Secondo il rapporto grandi carnivori 2025, in Trentino sono 118 gli esemplari di orso registrati, fatta eccezione per i piccoli dell'anno, un dato in linea con il precedente calcolo, mentre sarebbero leggermente in calo il numero di branchi di lupi in Trentino, da 27 a 22 nuclei, tra le possibili cause gli spostamenti verso nord, in particolare l’Alto Adige. Le associazioni al Tavolo grandi carnivori chiedono il rafforzamento del monitoraggio sui lupi come il radiocollare che è una metodologia standard in altre zone d’Italia. Puntare sui radiocollari per studiarne il comportamento e monitorare gli spostamenti in modo da facilitare anche la convivenza con le attività umane. I radiocollari satellitari, oltre ad avere finalità scientifiche, hanno anche una funzione di gestione e prevenzione per evitare i rarissimi attacchi dei lupi all'uomo alla Comunità trentina che dopo la morte di Andrea Papi, sente l’insostenibilità di una convivenza con i grandi carnivori. Frequentare gli ambienti naturali, non è più solo una mera passeggiata e i recenti avvistamenti urbani di lupi riaccendendo il dibattito e la paura, spesso alimentati da notizie non verificate che diventano virali. Due gli episodi trentini di presunte aggressioni da parte di lupi, uno in una parco a Rovereto e un altro in val di Rabbi che sono stati smentiti dalle analisi della Provincia. Insomma il predatore suscita timori ancestrali. Canis lupus, addomesticato o no? Per Francesco Romito, rappresentante delle associazioni al Tavolo Grandi Carnivori, serve maggiore informazione.