Oltre 138 mila NO, quasi 136 mila SI. Ben 750 schede bianche, poco più di mille quelle nulle. Il Trentino si è spaccato a metà sulla riforma della giustizia, con una partecipazione al referendum che ha superato il 65% e cioè un totale di più di 275 mila e 800 cittadini. Nel capoluogo il NO ha avuto vita facile, con il 60% delle preferenze. Discorso simile a Rovereto, 59%, così come a Pergine dove si è sfiorato il 54% dei contrari. NO vincitore anche a Riva del Garda, Arco, Mori e Lavis. Il SI invece ha superato il 50% delle preferenze ad Ala, Levico Terme e Mezzolombardo, comune quest’ultimo in cui la differenza è stata più marcata e cioè quasi il 53% di favorevoli. Rispetto ai risultati nei comuni di più piccole dimensioni, Fierozzo ha registrato quasi l’80% di SI, Bocenago il 76%, Amblar-Don il 72% e Pinzolo è andato oltre il 71%. Il fronte del NO invece ha centrato un solido 66% a Luserna, un 57% a Dro e nell’Altopiano della Vigolana, mentre si è attestato attorno al 56% a Volano. Calliano, Besenello e Civezzano. Per quanto riguarda le affluenze, fanalino di coda è Frassilongo con il 48%, dopodichè troviamo Telve e Valfloriana (54%), Moena (55%) e Tesero (56%). Spiccano invece per la loro partecipazione i cittadini di Castel Condino, sul gradino più alto del podio con il 75,5% di votanti. Seguono Sfruz, 75,2% e Cimone, 73,8%. Un caso particolare quest’ultimo: poco meno di un anno fa infatti fu uno dei pochi comuni a non raggiungere il quorum per l’elezione di un sindaco, mentre questa volta è stato uno dei più coinvolti. E potrebbe essere di buon auspicio per la nuova chiamata alle urne del 17 maggio.