Dieci ragioni per dire No al referendum della giustizia. Le ha presentate il coordinamento territoriale Trentino Alto Adige "Giusto dire no". Poche modifiche che mettono a rischio la magistratura, ha commentato la magistrata Maria Teresa Rubini, coordinatrice locale del comitato del No. "La riforma Nordio non risolve i problemi della giustizia" ha aggiunto Rubini ed ora l'obiettivo è quello di sensibilizzare e informare la cittadinanza sui rischi e gli effetti della riforma stessa. Dicevamo, i motivi del No espressi dal comitato sono diversi. Tra questi per esempio l'aumento dell'influenza della politica sul mondo della giustizia, poi il fatto che per la prima volta il potere esecutivo limiterà profondamente il ruolo del potere giudiziario, inoltre il rischio che si indebolisca, si renda meno competente e meno efficiente il Consiglio Superiore della Magistratura. E ancora, la riforma renderebbe più facile le pressioni indebite della politica sulla giustizia, spiega il comitato, ma soprattutto non renderebbe la giustizia più efficiente, ma meno indipendente. La campagna è appena iniziata, ha aggiunto il comitato, per quella che sarà una "battaglia a difesa di tutti i cittadini". Con una riflessione finale: parlare di "Riforma della separazione delle carriere è uno specchietto per le allodole" hanno concluso i rappresentanti, "perché la separazione in realtà esiste già nei fatti".