Si mantiene alto il livello di allerta valanghe in Trentino, dopo il susseguirsi di distacchi di neve nelle ultime settimane. Alcuni dei quali mortali. L’ultimo è avvenuto la mattina del 15 febbraio a Forcella Segura, a 2400 metri di quota, nel Tesino. Nessuna vittima, i sei sciatori coinvolti sono riusciti a liberarsi dalla coltre senza l’aiuto dei soccorsi. Ma anche per la giornata di oggi, 16 febbraio, il bollettino valanghe Euregio evidenzia un rischio valanghe marcato di livello 3 per quanto riguarda le aree al di sopra del limite del bosco in Trentino. La situazione più insidiosa per alpinisti e sciatori, perché a rischio sottovalutazione. Non a caso secondo l’AINEVA, Associazione Interregionale di coordinamento e documentazione per problemi inerenti alla neve e alle valanghe, il 50% delle vittime provocate da distacchi avviene proprio nei casi di pericolo di grado 3. Dove possono verificarsi distacchi anche di grosse dimensioni, soprattutto nelle conche. A rappresentare la fonte principale di pericolo sono gli strati deboli di neve vecchia, formata da cristalli a bassa coesione, difficili da individuare, anche per i più esperti, perché spesso nascosti da accumuli di neve fresca trasportata dal vento. Gli strati di neve vecchia possono facilmente distaccarsi in seguito al passaggio degli alpinisti. Per questo gli esperti raccomandano di munirsi sempre di kit Arva e di prestare massima attenzione ai rumori di assestamento, i cosiddetti "whum", e alla formazione di fessure quando si calpesta la neve. Si raccomanda inoltre distanze di scarico adeguate e discese singole, evitando i pendii più ripidi. Per gli escursionisti meno esperti meglio rimanere su discese e itinerari controllati.