Uomini e donne non affrontano sempre gli stessi rischi sul lavoro, ma per anni le norme sulla salute e sulla sicurezza hanno ignorato le differenze di genere. Ambienti e dispositivi di protezione sono stati infatti spesso progettati secondo modelli standard generici, non sempre adeguati a garantire una tutela efficace per tutti. Basti pensare alle protezioni che mettono in pericolo la fertilità femminile, poiché pensate solo per il genere maschile. Il tema è stato al centro oggi a Trento del seminario “Salute e sicurezza in ottica di genere”, promosso da Trentino School of Management con la collaborazione delle province autonome di Trento e Bolzano. L’incontro ha proposto un duplice sguardo integrato: da un lato l’analisi giuridica e il punto di vista degli organi di vigilanza, dall’altro un approccio concreto alla salute e alla sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione alle differenze di genere. Dagli interventi di esperti e professionisti è emersa la necessità di superare una visione meramente formale degli adempimenti, per promuovere una cultura della sicurezza inclusiva, consapevole e orientata alla prevenzione reale, capace di tutelare davvero tutte e tutti. Le sfide sono ancora tante, e il Trentino riporta un quadro ottimista rispetto al resto della nazione.