La popolazione invecchia, i bisogni aumentano, soprattutto quelli sanitari. Il tempo non fa sconti a nessuno, tantomeno al nostro corpo. E così la sanità trentina corre ai ripari: nuove tecnologie, nuovi servizi, ma soprattutto più personale. Nel 2025 l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino ha raggiunto un record storico: 9.137 dipendenti. Per la prima volta superata quota novemila, con 227 unità in più rispetto al 2024. In dieci anni l’aumento è stato dell’11%: quasi mille persone in più rispetto al 2016, quando i dipendenti erano 8.225. Oggi quasi un lavoratore su quattro è part time, il 22,7%: 2.075 professionisti, e il 93% sono donne. Dopo la Provincia, l’Azienda sanitaria è il più grande datore di lavoro del Trentino. Non solo medici e infermieri. Gli infermieri sono 2.885, i dirigenti medici 1.180, gli oss 1.141. Ma tra i dipendenti ci sono anche 9 falegnami, 2 bagnini, 64 cuochi, 5 avvocati. Una macchina complessa, che tiene insieme cura, logistica e amministrazione. Negli ultimi dieci anni in corsia sono arrivati 708 professionisti in più tra medici, infermieri e oss. Eppure le liste d’attesa crescono: 23 mila trentini sono ancora nel contenitore. La spiegazione: più servizi, più percorsi di cura, una popolazione sempre più anziana e con bisogni sanitari crescenti. Non è il part time il problema: oggi pesa meno di dieci anni fa. Una corsa contro il tempo. Perché i numeri crescono, ma la domanda di salute corre ancora più veloce.