Un territorio ricco come il Trentino Alto Adige è in quanto tale a rischio di infiltrazione della criminalità organizzata: per questo il primo obiettivo del prefetto Santarelli era quello di lavorare sul tema, non solo riguardo all’inchiesta sul porfido, con l’osservatorio permanente. L’altro obiettivo lo sviluppo del protocollo del controllo di vicinato. Negli ultimi tre anni i dati relativi ai reati commessi in Trentino e nelle principali città della provincia risultano complessivamente in calo costante, dell’1% su base annua. Crescono invece il numero delle lesioni dolose e dei furti in appartamento, un centinaio in più rispetto all'anno precedente, soprattutto nei centri urbani più grandi. C’è poi la questione spaccio: “la società trentina - ha detto Santarelli - deve interrogarsi sui suoi motivi”.Infine il tema dei minori non accompagnati. L’immigrazione presuppone attenzione massima, ma che si tratti di italiani o stranieri, le forze dell’ordine intervengono in caso di problemi di sicurezza. Il resto sono decisioni politiche e implicazioni sociali.