Una piazza Dante gremita di lavoratori, studenti, attivisti. Con il monumento dedicato al sommo poeta letteralmente invaso da striscioni e bandiere palestinesi. Oltre mille persone a Trento hanno riposto presenti allo sciopero nazionale proclamato dai sindacati di base in segno di solidarietà per la popolazione palestinese colpita dai bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza. Una lunga serie di rivendicazioni alla base della protesta: si chiede lo stop alle forniture di armi a Israele e maggiori sanzioni contro Tel Aviv da parte dell’Unione Europea. Al governo Meloni si contesta l’assenza di politiche abitative e di misure efficaci contro precariato e sfruttamento dei lavoratori. Con la rinnovata richiesta di introdurre salario minimo e reato di omicidio sul lavoro. Almeno 60 le manifestazioni organizzate in tutta Italia. A Trento il corteo è partito intorno alle 10.30 alla volta del centro storico. Per poi attraversare via Brennero fino a largo caduti di Nassiriya. La protesta è entrata anche nelle aulee di sociologia e giurisprudenza dell’Università, con un blitz di studenti-attivisti che hanno interrotto alcune lezioni con cori e striscioni. Dal trasporto pubblico locale alle scuole, dai porti alle ferrovie. Lo sciopero, riguardante tutti i settori, è iniziato alle 22 del 21 settembre: continuerà fino alla stessa ora della giornata odierna.