Una tragedia sfiorata e un’indagine appena cominciata. È indagato per delitto colposo di pericolo il macchinista del treno merci di Mercitalia coinvolto nello scontro ferroviario di mercoledì mattina a Trento nord. Il punto centrale dell’inchiesta ruota attorno a una domanda: come ha fatto un convoglio merci a muoversi da solo all’indietro per centinaia di metri? Il treno, dal peso di circa 600 tonnellate, era fermo allo scalo ferroviario di Roncafort. Il macchinista avrebbe acceso il locomotore e poi sarebbe sceso per svolgere alcune procedure operative. È in quel momento che il convoglio si sarebbe messo in movimento da solo, procedendo all’indietro, verso sud, in direzione opposta al senso di marcia. Dopo aver preso velocità, il treno ha percorso diversi metri contromano lungo la linea, fino a scontrarsi con il regionale 166666 diretto a Bolzano, fermo al semaforo rosso all’altezza di via Vittime delle Foibe. A bordo c’erano 45 passeggeri: 6 le persone rimaste ferite. Le prime ipotesi parlano di un possibile malfunzionamento o mancata attivazione del freno di stazionamento, ma si indaga anche su un eventuale guasto tecnico o su un possibile errore del personale dell’interporto. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha chiesto l’avvio di un’indagine approfondita. Anche i sindacati, tra cui CGIL, CISL e UIL, invocano chiarezza su quanto accaduto. Le indagini sono in corso per fare piena luce sull’accaduto e capire se all’origine dell’incidente ci sia stato un errore umano, un guasto tecnico o una combinazione di entrambe.